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La vigilia degli esami
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Pomeriggio di sabato.
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Nessun allievo, nessun suono nei corridoi che si rincorrono da una stanza all'altra. Solo io, qualche collega e una sala da allestire.
Domani arriva l'esaminatore internazionale.
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Spostare una sedia, controllare la disposizione del tavolo, verificare che tutto sia al suo posto — sono gesti semplici. Meccanici, quasi. Eppure, mentre sistemavo l'ultima sedia, mi sono ritrovato a pensare agli allievi. Uno per uno.
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Domani mattina varcheranno quella porta con il loro strumento e mesi di studio addosso. Con una concentrazione che si costruisce nel tempo e non si improvvisa. Sì, saranno tesi. È normale. Lo sono sempre stati, e lo saranno sempre — che tu sia alla prima sessione o alla decima. È parte del rito.
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Ma quello che un esame internazionale ti dà , nessuna lezione da sola può dartelo.

Ti mette davanti a qualcuno che non ti conosce. Che non sa se hai avuto una settimana difficile, se hai dormito poco, se la settimana scorsa ti è andata benissimo.Â
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Valuta quello che sai fare, punto.Â
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Ed è esattamente questo che rende quell'esperienza così formativa — non il voto, non il certificato in sé, ma il fatto di misurarsi con uno standard che esiste fuori dalla tua scuola, fuori dalla tua città , fuori dal tuo paese.
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È un'esperienza che rimane. Che segna.
E poi c'è qualcos'altro, che si vede solo dopo: un esame superato apre porte. Non in senso retorico — in senso concreto. Una certificazione riconosciuta a livello internazionale ti accompagna nel curriculum, ti posiziona, ti dà un punto di riferimento obiettivo nel percorso musicale che stai costruendo.
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Alla PERFORM School of music®, gli esami internazionali non sono un'aggiunta al percorso — sono parte del percorso. Perché formare un musicista vuol dire anche dargli gli strumenti per sapere dove si trova. Non in senso relativo, non rispetto al compagno accanto — in senso assoluto, rispetto a un sistema di valutazione riconosciuto nel mondo.
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Mentre finivo di sistemare la sala, ho pensato a quanto sia strano, e bello, questo lavoro.
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Si costruisce per mesi. Si lavora in silenzio, lezione dopo lezione. E poi arriva un sabato pomeriggio — con le sedie da sistemare e la luce da regolare — in cui capisci che il momento è quasi arrivato. Che qualcosa sta per succedere.
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Domani, domenica 28 giugno, i nostri allievi affronteranno i loro esami internazionali.
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In bocca al lupo a tutti. Avete lavorato sodo. Adesso è il momento di farlo vedere.








